Norme musica non pubblicata/Capitolo 4/4.5/4.5.1/4.5.1.4

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4.5.1.3 Estensione 4.5.1.5 Durata di riproduzione
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4.5.1.4 Numerazione delle pagine o carte dei manoscritti musicali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 4.5.1.6 e REICAT 6.5.1.

In questo paragrafo l’espressione numerazione viene usata per indicare qualsiasi numerazione per pagine o per carte, colonne, fogli, etc.

Per un manoscritto in una sola unità fisica, l’estensione consiste nella designazione specifica del materiale (vedi il par. 4.0.13 e Appendice B - Designazioni specifiche del materiale), preceduta dal numero arabo 1 e seguita dal numero di carte (numerate o no), pagine o colonne (numerate), fra parentesi tonde, salvo quando indicato diversamente dalle norme che seguono.

Ulteriori dettagli si possono riportare in area 7.

1 partitura (35 c.)
1 libro corale (I,155,II c.)
In area 7: Bianche c. 3v,16v,32v, vuote c. 152-155

Per il trattamento dei manoscritti imperfetti, vedi il par. 0.6.2. Per casi particolari, vedi REICAT 4.5.1.6.

Se nessuno dei termini raccomandati per la designazione specifica del materiale è appropriato si dà solo l’estensione.

23 c.

Si può segnalare l’assenza di numerazione (par. 4.5.1.5.1), si segnalano errori di numerazione (par. 4.5.1.5.2) e si può estendere l’analisi anche all’epoca delle numerazioni. Se le indicazioni nell’area si presentano poco chiare si riportano i dettagli in area 7 (cfr. 4.7.5.1.3).

1 partitura (125 c.)
In area 7: Cartulazione originale
[18] c.

Se il numero delle unità non è dichiarato o facilmente accertabile si può dare un’indicazione collettiva oppure approssimativa, preceduta da circa (senza parentesi quadre). Quando è opportuno, particolarmente nel caso di raccolte, l’estensione si può indicare in termini di spazio occupato (p.es. metri lineari di scaffale), oltre o invece che con il numero, anche approssimativo, delle unità o dei relativi contenitori (cfr. REICAT 6.5.1 B).

4.5.1.4.1 Numerazione presente sul manoscritto

Se la numerazione originale è corretta si riporta il numero che compare sull’ultima carta, pagina o colonna numerata della sequenza (o di ciascuna sequenza distinta), seguito dal termine appropriato, in italiano, in forma abbreviata nel caso di numerazione per carte (c.) o pagine (p.). Più numeri si separano con virgole. Se la numerazione originale presenta problemi di leggibilità o comprensione si può riportare la numerazione complessiva. Le pagine o carte non numerate (iniziali, intercalate o finali), si racchiudono tra parentesi quadre. Si computano anche le carte interamente bianche o vuote che fanno parte dei fascicoli che compongono il manoscritto (non gli eventuali fogli di guardia), se risultano con certezza, avvertendo in area 7 (cfr. REICAT 4.5.1.7 B e 4.7.5.2 B).

Per altri dettagli sulla numerazione originale, cfr. REICAT 4.5.1.6.

Quando la numerazione originale non parte dalla prima carta, le carte precedenti si indicano in numero arabo, tra parentesi tonde ( () ).

Se lo si ritiene opportuno si possono numerare le carte di guardia distinguendole con una numerazione continua, in numero romano (se non hanno già una diversa numerazione). Le carte di guardia si devono numerare quando contengono informazioni utili o se si menzionano in altre aree della descrizione.

I-II, 108, III-IV c.
oppure
108 c.

Indicazioni originali del numero complessivo di carte, fogli e/o porzioni di foglio presenti sul manoscritto si riportano in area 7, se considerate significative.

4.5.1.4.2 Pagine vuote e bianche

Le pagine vuote (con i soli righi) e quelle bianche si segnalano in area 7, se ritenute significative.

Gruppi di carte cucite o incollate insieme per nasconderne il contenuto ai fini di variare una versione precedente, che non siano già state numerate, si contano come una carta unica, segnalandone la presenza in area 7. In caso di separazione per restauro o studio non si altera la numerazione ma si inseriscono degli apici o delle lettere.

Carte o gruppi di carte intercalati per variare una versione precedente, compresi nella numerazione delle carte contenenti il testo originario si segnalano in area 7, come nota all’esemplare. Altrimenti si indica il numero totale delle carte intercalate di seguito alla sequenza di carte, pagine o colonne, preceduto da virgola, fornendo eventuali dettagli in area 7 (cfr. REICAT 4.5.1.7 B).

97 c., 16 c. intercalate
In area 7: carte intercalate tra c. 21 e 22

La descrizione fisica in area 5 prende in considerazione il manoscritto così come redatto. Se è noto o si deduce che esso sia stato modificato (per esempio reso mutilo) successivamente alla redazione, le informazioni concernenti le modifiche si riportano in area 7, come nota all’esemplare.

4.5.1.4.3 Numerazione per colonne

L’estensione di un manoscritto con più di una colonna per pagina e numerazione solo per colonne si indica in colonne. Se le colonne per pagina sono più di due lo si segnala in area 7 (cfr. REICAT 4.7.5.2 B).

89 colonne
600 colonne
In area 7: 3 colonne per pagina

4.5.1.4.4 Numeri espressi in altre forme

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 4.5.1.6 B.

Le numerazioni in cifre arabe o romane si riportano come si presentano, mentre si omettono eventuali segni o simboli che accompagnano i numeri, salvo quando occorrono per distinguere più sequenze e possono essere riprodotti.

Numeri espressi in altre forme (p.es. con numerazione greca) o per esteso in lettere si riportano in cifre arabe, avvertendo in area 7 (par. 4.7.5.2 B).

Se la numerazione è segnata con lettere invece che con numeri si riportano la prima e l’ultima lettera seguite dal termine o abbreviazione appropriati.

a-z p.
A-Z c.

Se all’interno di una stessa sequenza cambia la forma di numerazione (p.es. con le prime pagine numerate in numeri romani e il seguito in cifre arabe, senza che si riparta da 1) si tiene conto solo del numero finale. Per le risorse antiche si segnala la particolarità in area 7.

4.5.1.4.5 Sequenze con sistemi di numerazione diversi

Due o tre sequenze espresse con sistemi di numerazione diversi si riportano di seguito, accompagnate dai termini appropriati.

97 p., 16 c.
XXIV p., 416 colonne
XVII c., 1928 colonne, XII c.
320 colonne, 321-400 p.

4.5.1.4.6 Numerazione assente, incompleta o errata

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 4.5.1.7.
4.5.1.4.6.1 Numerazione assente o incompleta

Se la numerazione è assente o incompleta si può procedere alla numerazione a matita delle carte, partendo dalla prima carta del blocco dei fascicoli. Si devono contare tutte le carte, scritte, bianche o intercalate.

L’assenza di numerazione originale si può segnalare con l’uso di parentesi quadre o in area 7.

4.5.1.4.6.2 Numerazione errata

Se il numero dell’ultima pagina (o carta, colonna, etc.) di una sequenza è errato lo si fa seguire, tra parentesi quadre, dall’abbreviazione i.e. e dalla rettifica. Si può aggiungere una spiegazione in area 7 (cfr. REICAT 4.7.5.2 B). Quando l’errore dipende da salti, omissioni o ripetizioni nella numerazione, si possono riportare le sequenze così come si presentano, invece del numero errato con la rettifica.

Una numerazione erronea di mano recente si può correggere sul manoscritto se non è stata accolta nella letteratura.

[20], 404 [i.e. 304] c.
ixi [i.e. xii], 252 c.
XIV, 176, 161-432 c.
(le c. 161-176 ripetute nella numerazione)
[4], 7-80 p.
[12], 120, [4], 121-156 p.
(preferibile a [12], 156 [i.e. 160] p.)
4.5.1.4.6.3 Sequenze non numerate

Sequenze non numerate di carte o pagine si registrano secondo il tipo di numerazione prevalente nel manoscritto, in cifre arabe, tra parentesi quadre.

La consistenza si può indicare interamente, comprese tutte le carte o pagine non numerate (iniziali, intercalate o finali), da racchiudere tra parentesi quadre. Si computano anche le carte interamente bianche che fanno parte dei fascicoli che compongono il corpo del manoscritto (non gli eventuali fogli di guardia), avvertendo in area 7 (cfr. REICAT 4.7.5.2 B).

X p., [25] c.
(manoscritto con dieci pagine numerate fino a X e venticinque carte non numerate)
XV, [1], 160 p.
93, [3] p.
In area 7: Ultime tre pagine bianche non numerate
[6], 143, [1] c.
In area 7: Ultima carta bianca
4.5.1.4.6.4 Numerazione dei compositi

Per i volumi compositi fattizi o organizzati le cui parti si descrivono separatamente, l’indicazione del numero complessivo delle carte può comprendere anche quelle a stampa, che avranno poi una loro descrizione a parte.

4.5.1.4.7 Tavole e altro materiale non compreso nella numerazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 4.5.1.8.

Per tavola si intende una carta contenente materiale illustrativo (cfr. REICAT 4.5.2.4) oppure tabelle, alberi genealogici, schemi, etc., con o senza testo, non compresa nella numerazione delle pagine o carte contenenti il testo né nella composizione del manoscritto, e prodotta separatamente per essere inserita nel manoscritto.

Quando lo si ritiene opportuno, si può indicare in area 7 che una o più carte comprese nella numerazione (o comunque nell’indicazione della consistenza complessiva in carte o pagine, par. 4.5.1.7 B) contengono illustrazioni fuori testo analoghe a tavole.

Le p. III-CXLIV contengono tavole
(la paginazione complessiva del volume è 320, CLXX p.)

Il numero delle tavole comprese nel manoscritto si indica dopo tutte le sequenze di carte, pagine o colonne, preceduto da una virgola, sia quando le tavole sono riunite insieme sia quando sono distribuite nel manoscritto, in qualsiasi posizione.

Se le carte o pagine di tavole sono numerate si riporta il numero che compare sull’ultima, come per la numerazione delle pagine o carte di testo, seguito dall’espressione abbreviata c. di tav. (oppure p. di tav.). Altrimenti si indica il numero totale, contato per carte (indipendentemente dal fatto che siano illustrate su una sola faccia o su entrambe). Se il computo è laborioso (p.es. per tavole distribuite nel corso di uno o più volumi) il numero delle carte di tavole si può omettere.

Non si considera numerazione delle carte o pagine di tavole la numerazione relativa alle illustrazioni che vi figurano e che compare insieme al loro titolo o didascalia, anche se le due numerazioni corrisponderebbero l’una all’altra.

Si può segnalare se le tavole sono inserite in maniera particolare nel manoscritto, ripiegate o rimontate.

Per l’indicazione delle tavole in manoscritti in più unità, vedi REICAT 4.5.1.9 C.

VIII, 319 c., 21 c. di tav.
33 p., [3] c. di tav.
93 p., 16 c. di tav. in parte ripiegate

Se le tavole sono tutte dello stesso genere si può sostituire l’espressione tav. o c. di tav. con una designazione appropriata al materiale. In questo caso, se non vi sono altre illustrazioni, si omette l’indicazione ill. nell’elemento successivo (cfr. il par. 4.5.2.4).

140 c., 1 tavola delle posizioni

4.5.1.4.8 Manoscritti in più di un’unità fisica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 4.5.1.9.
4.5.1.4.8.1 Partiture o altre presentazioni in più volumi in sequenza
4.5.1.4.8.1.1 Unità con numerazione continua

Per manoscritti in più unità successive tutte con la stessa presentazione (p.es. una partitura in tre volumi) l’indicazione delle carte, pagine o colonne, se la numerazione è continua, si aggiunge tra parentesi tonde, dopo la designazione specifica del materiale (se appropriata, vedi il par. 4.0.13 e Appendice B - Designazioni specifiche del materiale) e il numero delle unità fisiche. Se la prima unità comprende una sequenza preliminare con numerazione propria la si riporta al principio.

1 partitura in 3 volumi (650 c.)
2 volumi (XIX, 120 c.)
(il manoscritto contiene degli studi per pianoforte con un’introduzione numerata in numeri romani)
1 spartito regia in 2 v. (238 c. complessive)

Si può specificare in area 7 la paginazione delle singole unità, se non descritte individualmente.

2 volumi (52 c. complessive)
In area 7: 2 volumi rispettivamente di 25 e 27 c.
4.5.1.4.8.1.2 Unità con numerazione non continua

Se la numerazione non è continua tra le unità, le indicazioni relative a ciascuna possono essere riportate di seguito, separate da un punto e virgola (non preceduto da spazio), secondo i criteri esposti ai par. 4.5.1.2-4.5.1.4.

1 partitura in 3 volumi (I, 212 ,II; I, 150, II; I, 86, II c.)
2 volumi (25; 22 p.)
(il manoscritto contiene danze per violino solo)

Partiture in più fascicoli non legati si numerano continuativamente, indicando sinteticamente l’assenza di legatura o i particolari in area 7.

1 partitura (230 c. in 15 fasc. non legati)
4.5.1.4.8.1.3 Numerazione delle tavole

Il numero delle tavole si può riportare dopo la paginazione complessiva (o quella di ciascuna unità) oppure nella descrizione delle singole unità (par. 5.2.5).

1 partitura in 2 volumi (212 c., [15] c. di tav.; 270 c., [20] c. di tav.)
4.5.1.4.8.2 Parti o altre presentazioni non in sequenza

Per i manoscritti in più unità non in sequenza ma integrative le une delle altre (p.es. un manoscritto in parti) l’indicazione delle carte, pagine o colonne, se la numerazione è continua, si aggiunge tra parentesi tonde, dopo la designazione specifica del materiale (se appropriata, vedi il par. 4.0.13 e Appendice B - Designazioni specifiche del materiale) e il numero delle unità fisiche.

Se la numerazione non è continua tra le unità o le unità non sono numerate, si possono utilizzare i seguenti criteri di descrizione, considerando il complesso della raccolta, l’epoca, il numero totale di fascicoli, la presenza o meno di duplicati:

  1. si riporta il numero totale delle parti, seguito dalle indicazioni relative a ciascuna unità tra parentesi tonde, (denominazione della parte e numero delle carte) separate da un punto e virgola (non preceduto da spazio), secondo i criteri esposti ai par. 4.5.1.2-4.5.1.4[1]. Le denominazioni si possono abbreviare e in presenza di duplicati si fanno precedere dal numero di unità. Quando più fascicoli hanno lo stesso numero di carte, se ne può dare la cartulazione utilizzando dei raggruppamenti. Quando le parti coincidono con l’organico specificato in un’altra area, senza duplicati, si può omettere l’elenco dettagliato, fornendo il solo numero complessivo dei fascicoli. In ogni caso, se ogni parte ha carte di guardia e bianche e/o vuote, se ne può indicare la presenza in area 7;
  2. 4 parti (fl: 5 c., ob: 4 c.; cl: 3 c.; fag: 4 c.)[2]
    (si tratta di un quartetto definito nel titolo Quartetto di fiati)
    3 parti (4; 4; 3 c.)
    (si tratta di un trio definito nel titolo Trio per due violini e basso)
    4 parti (4 c. ciascuna)
    9 parti (2vl1, 2vl2: 6 c.; vla, fl, ob1, ob2: 4 c.; b: 5 c.)
    4 parti in 24 fasc. in cartelle (480 c. complessive)
    (si tratta di sei quartetti, suddivisi in sei gruppi di quattro parti ciascuno; ogni quartetto è contenuto in una cartella originale)
  3. si riporta il numero totale delle parti, seguito dall’indicazione complessiva delle carte tra parentesi tonde;
  4. 15 parti (60 c. complessive)
  5. eccezionalmente, in presenza di un numero particolarmente rilevante di parti, se la descrizione risulta complessa, si può dare il solo numero complessivo delle parti.
4.5.1.4.8.3 Partiture e parti, allegati

Le parti, particelle, etc. unite alla partitura (o a una partitura condensata, ristretta, etc.) si descrivono come allegati, cfr. il par. 4.5.4. Le cartine si considerano sempre allegati.

4.5.1.4.9 Esemplari incompleti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi REICAT 1.2.1.

Se l’esemplare a disposizione è incompleto o imperfetto si redige ugualmente, per quanto possibile, la descrizione bibliografica del manoscritto così come risultante dal suo piano produttivo, ricorrendo a riproduzioni o a una descrizione pubblicata o comunque disponibile dell’esemplare quando era ancora integro.

La fonte utilizzata per redigere la descrizione si specifica in area 7 (par. 4.7.10). Per l’indicazione dell’incompletezza o imperfezione dell’esemplare, vedi il par. 7.3.

Se non è disponibile una riproduzione o una descrizione dell’esemplare completo o perfetto né una sua descrizione, la descrizione è redatta, per quanto possibile, sulla base degli elementi disponibili.

L’estensione degli esemplari incompleti si indica registrando la numerazione delle pagine e/o carte secondo le regole del par. 4.5.1, ma l’indicazione dell’estensione, se presente sul manoscritto, oltre a essere preceduta da p. o c., sarà anche preceduta o seguita da un segno di più (+), es. p. 1-200+, o p. +41-200, o nel caso di manoscritti non paginati, secondo le regole del par. 4.5.1.2-4.5.1.4, indicando brevemente tra parentesi tonde che si tratta di un manoscritto acefalo o mutilo e aggiungendo se necessario una nota esplicativa.

Nella descrizione di manoscritti che comprendono parti incomplete, in area 5 si indica preferibilmente ciò che esiste e non ciò che manca (cfr. anche il par. 4.7.9).

127 c. (acefalo)
4 c. (mutilo in fine)
cc. 1-27, 42-55 (mutilo)
[192] c. (mutilo tra c. 127 e 128)
In area 7: Manca un intero fascicolo.
2 parti (vl2, vla)
(il manoscritto ha titolo: Quartetto ...)
4 parti (C,A,B,V-q)
(il manoscritto ha titolo: Mottetti a 4 e a 5 voci)
In area 7: Manca la parte di tenore.
1 partitura (c. 1-34+)
In area 7: Il manoscritto termina a misura 27 dell’Allegro.

Note

  1. Cfr. Appendice II a Guida a una descrizione uniforme dei manoscritti e al loro censimento, a cura di Viviana Jemolo e Mirella Morelli, Roma, ICCU, 1990 e SBN-Musica Manoscritti
  2. Altri esempi di descrizione in par. 5.1.4.3.